Passiamo ora a quella fase che io prediligo, la costruzione delle case, dei muretti, degli archi, della pavimentazione e di tutto quello che abbiamo inizialmente progettato.

Le tecniche per realizzare le strutture e i loro particolari sono molteplici; si può utilizzare del polistirolo, come pure fogli di cartongesso nei quali sono prima disegnate e poi praticate le aperture delle finestre e delle porte, disegnati i mattoni o le pietre e poi, con l’ausilio di un punteruolo, sagomati a dovere.

Esiste la tecnica catalana, molto diffusa e che consiste nel preparare il gesso in maniera poco densa e lasciato agire per un buon periodo di tempo con l’acqua, fino a quando non arriva ad avere la consistenza della ricotta.

A questo punto il gesso viene steso o, se un po’ più liquido, colato sopra la struttura nella quale abbiamo precedentemente portato in evidenza le aperture quali porte e finestre; successivamente con un punteruolo o con un semplice chiodo, si andranno a sagomare le pietre ed i mattoni.

Queste sono solo alcune tecniche, utilizzate tra l’altro dai più bravi ed affermati presepisti ma, come detto nell’introduzione, queste dispense non hanno lo scopo di far conoscere tutte le tecniche esistenti per la realizzazione di un presepe, bensì quelle che io utilizzo per realizzare le mie scene.

Difatti i miei presepi sono realizzati interamente in poliuretano estruso; inizialmente taglio la sagoma che prima ho progettato (ad esempio la facciata di una casa), disegno porte e finestre e le taglio ottenendo le aperture.

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foto 19Successivamente, sempre con il poliuretano e con l’ausilio di un taglierino, sagomo gli infissi, i cornicioni, i davanzali delle finestre, le soglie delle porte, con una spazzola d’acciaio vado a picchiettarvi sopra in modo da ottenere un effetto tipo bugnatura e poi, con la colla a caldo, le vado a collocare nella loro giusta sede e posizione.

Per la realizzazione dei mattoni o delle pietre taglio il poliuretano in listelli di diverso spessore (3, 4, 5, millimetri) e li vado ad invecchiare praticandovi, con l’ausilio di sassi rotondi e successivamente spigolosi, una pressione sopra; più tale passaggio viene ripetuto, tanto più il risultato sarà buono, ottenendo dei listelli molto rovinati.

Taglio i listelli della grandezza dei mattoni o pietre e, con un taglierino vado a togliere la parte del bordo e li sagomo a piacimento; anche in questo caso l’ausilio di foto o disegni è molto utile.

Di seguito con la pistola a caldo vado ad incollare i mattoni o le pietre uno a fianco dell’altro in maniera quasi casuale ottenendo così una muratura formata da pietre aventi diverso spessore e grandezza.

 

 

 

 

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Si può utilizzare anche la colla vinilica la quale ha il grande vantaggio di non avere una presa immediata, permettendo una lavorazione più elastica, ma come svantaggio quello di dover aspettare molto tempo prima che asciughi, aumentando notevolmente i tempi morti.

Per rendere più realistico il tutto, nonché per conferire alla struttura quel senso di vissuto, possiamo aggiungere delle zone intonacate, sempre che prima siano state progettate.

Per realizzare l’intonaco, ed esempio nella facciata di una casa, basta prendere gli scarti della lavorazione del gesso oppure grattare con un taglierino una plancia di gesso, ottenendo così una polvere a secco di gesso avente granulometrie differenti alla quale viene aggiunto un po’ di gesso scagliola.

A questo punto andiamo a preparare un composto di gesso ed acqua in maniera abbastanza liquida, della consistenza di un succo di frutta; tale preparato verrà posato con l’apposita spatola nella zona in cui vogliamo realizzare l’intonaco e, come se condissimo la pasta con il formaggio, a pioggia e per cascata andiamo a combinare insieme la polvere a secco precedentemente preparata.

Picchiettiamo con il palmo della mano sopra il nostro intonaco per far si che il preparato a secco aderisca meglio all’impasto di base ottenendo così il nostro intonaco poi, con una spazzola o un pennello, andiamo ad eliminare quello che risulterà in eccesso.

Il nostro intonaco risulterà più grezzo e vecchio se il preparato di polvere a secco sarà un composto di diverse granulometrie, nuovo e di recente realizzazione se grattato finemente.

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Realizzata la nostra struttura, con le aperture dove andranno collocate successivamente porte e finestre, con i suoi mattoni o pietre e con l’intonaco, dobbiamo coprire le fughe createsi tra i mattoni e rendere quest’ultimi ancora più realistici.

Per far ciò si prepara una miscela di polveri quali: fondi di caffè, cenere, sughero grattugiato, la polvere ottenuta grattugiando con una normale grattugia da formaggio una pietra pomice o lavica, della sabbia, segatura fine, insomma tutto quello che può servire per ottenere un composto di polveri di diversi materiali ed aventi granulometrie differenti.

Tale composto viene unito e ben mescolato con acqua e gesso scagliola in modo da ottenere un impasto molto liquido; il tutto verrà steso con un pennello sui mattoni e soprattutto dovrà andare a riempire, ma attenzione non del tutto, le fughe tra gli stessi.

Questo tipo di lavorazione renderà le vostre murature uniformi, conferendo all’intera struttura il giusto grado di realismo.

Anche in questo caso, per ulteriori chiarimenti e più precise spiegazioni, vi rimando ai commenti, nei quale sarò lieto di rispondere a qualsiasi vostra domanda o perplessità, sempre che il sottoscritto sia in grado di farlo.