Se stiamo realizzando un diorama abbiamo bisogno necessariamente di un fondale dove riprodurremo il cielo e le nuvole, ed un boccascena dal quale vedremo il nostro presepe.

Anche in questo caso, per realizzare un fondale, le tecniche utilizzate sono molteplici e laboriose; teoricamente il nostro cielo dovrebbe essere realizzato a volta, avvolgendo completamente la scena, ma questo implica un lavoro, paragonabile in ore, uguali a quelle che servono per realizzare l’intero presepe.

Personalmente i miei fondali sono abbastanza veloci nella realizzazione; prendo un foglio di vetroresina liscio (tale materiale si utilizza come copertura di strutture esterne tipo baraccamenti, piccole serre e si trova soprattutto di colore verde e lavorato a forma di onduline), lo taglio in modo tale che, una volta fissato, avvolga la scena completamente.

A questo punto lo lascio disteso, con della normalissima tempera per pitture edili (quella che diamo alle pareti), inizio a stendere, con un pennello per pitture edili piatto, partendo dal basso del mio cielo il bianco che, salendo mano a mano, viene unito con un celeste piuttosto che con un blu, sino ad ottenere strisce mescolate tra loro che vanno da una gradazione di bianco al punto di blu prefissato.

Per rendere il tutto omogeneo, senza che si vedano le pennellate o la differenza tra le varie strisce di colore, passo sulla struttura un rullo per pittura, il quale renderà il tutto molto realistico, mescolando i colori delle varie strisce.

Ottenuto il cielo creo quella piccola striscia di rosso, tanto per capirci quella che si vede all’orizzonte la quale a mio avviso rende il tutto molto dinamico, passando sopra la fascia bianca in basso appena stesa e quindi non ancora asciutta, una pennellata di rosso e, con l’ausilio del solito rullo per pitture, eseguo molte passate, inglobando il rosso con il bianco sino a non vedere più dove inizia l’uno e finisce l’altro.

Per le nuvole sagomo grossolanamente un pezzo di cartone, e con una bomboletta spray di colore bianco vado a vaporizzare il mio cielo avvicinando ed allontanando la sagoma di cartone, ottenendo così zone più o meno intense di bianco; ora il cielo è pronto ad avvolgere la mia scena.

foto 36

foto 37

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Utilizzo questa tecnica e soprattutto questo materiale in quanto a mio avviso è il migliore per raggiungere lo scopo; infatti la vetroresina, una volta colorata, ha la caratteristica di trattenere il colore e, una volta arcuata per avvolgere la scena, non crea scoppiature di colore, può essere distesa nuovamente per essere ad esempio trasportata se il mio cielo e di dimensioni grandi, e ricollocata nuovamente.

Inoltre tale materiale, nonostante sia resistente, può essere facilmente arcuato, rendendo la struttura priva di spigoli che si sarebbero creati se avessi realizzato il cielo unendo lastre di compensato o di poliuretano; facile, veloce e di grande effetto.

Il boccascena non è altro che la cornice del nostro quadro tridimensionale, dal quale l’osservatore ha una visuale obbligata della scena; realizzato sempre in poliuretano e gesso può raffigurare qualsiasi cosa, da un muro in mattoni piuttosto che in pietra, un arco, un portico insomma, anche qui spazio alla fantasia.

Ricordatevi che la vostra scena, essendo un diorama, sarà vista solamente dal boccascena, quindi non andate a lavorare piuttosto che colorare quello che non si vede, materiale e tempo sprecati.