Terminate le strutture e le montagne ed apportati i particolari architettonici, il nostro presepe è pronto per essere colorato.

Questo passo è fondamentale per la buona riuscita della realizzazione in quanto, grazie ai colori che andremo ad applicare alle strutture come pure alle montagne ed alle rifiniture, la nostra scena acquisterà o perderà carattere, risulterà più o meno uniforme ed omogenea; in poche parole grazie alla colorazione possiamo rendere il nostro lavoro più o meno realistico, quindi bello e gradevole.

La tecnica utilizzata è quella di andare a schiarire un colore di base abbastanza scuro; teoricamente si potrebbero utilizzare colori quali tempere o acrilici ma ne sconsiglio vivamente l’uso in quanto le tempere, con il passar del tempo, perdono l’acqua delle quali sono composte con il risultato che il colore cambia, vira, perdendo carattere e spengendosi.

Gli acrilici sono utili per i finimenti essendo colori marcati e ben definiti, ma non danno la possibilità di essere mescolati tra loro in strati successivi una volta stesi in quanto hanno la caratteristica di asciugarsi velocemente, nonché quella di non poterli mescolare tra loro aggiungendo acqua; in definitiva tali colori non si sciolgono e questo invece è fondamentale per ottenere il nostro risultato finale.

A questo punto dovrei spiegare dettagliatamente concetti come sintesi additiva e sottrattiva, tecniche di pittura e composizione dei vari colori, risultando melense e noioso; anche in questo caso, per coloro che vogliono approfondire l’argomento, si rimanda ai commenti oppure, in rete troverete spiegazioni più dettagliate e di sicuro maggior tecnicismo.

Ma allora sto presepe come si colora ? Terre naturali !!!

Prima di appassionarmi nel realizzare presepi non conoscevo tali materiali, colorando il tutto con tempere ed acrilici ma, una volta scoperte le terre, si è aperto un mondo di colori reali.

Le terre naturali, più precisamente pigmenti, non sono altro che colori sotto forma di polvere, estratti e successivamente lavorati, ricavati dalla natura; anche in questo caso si potrebbe approfondire notevolmente l’argomento, suddividendoli in quelli di origine alluvionale o sedimentaria piuttosto che ossidi ricavati da minerali naturali, ma per le nostre necessità ci basti sapere il loro utilizzo.

Le terre si trovano in commercio nei negozi che vendono materiali per le belle arti e si trovano in contenitori di plastica o buste; ne esistono di svariati colori a seconda il materiale dal quale vengono estratti e dal tipo di lavorazione alla quale sono sottoposti.

Per far aderire tali colori alle strutture necessitiamo di un legante, una colla, la quale però dovrà avere determinate caratteristiche come ad esempio essere incolore; il legante che utilizzeremo è colla di coniglio.

Si presenta sotto forma di granuli e la si deve preparare; prendiamo un barattolo di vetro e versiamo al suo interno un litro di acqua e 20/30 grammi di colla di coniglio, lasciandolo aperto e facendolo riposare per circa 10 ore.

A questo punto la colla si gonfia materialmente e, richiudendo il barattolo, lo andiamo ad immergere a bagnomaria in una pentola d’acqua; appena l’acqua sarà calda ed inizierà a formare delle bollicine sulle pareti, spengete il fuoco perché la nostra colla è pronta all’uso.

Alcune avvertenze per il suo utilizzo; non portate mai ad ebollizione l’acqua nella pentola in quanto la colla di coniglio perderebbe le proprie caratteristiche, se viene utilizzata calda avrà una maggiore efficacia, la si può utilizzare per circa 10 giorni dopodiché la si deve buttare, non ha un buon odore infatti, per rendere la sua conservazione più a lungo alcuni suggeriscono di metterla in frigo (sconsiglio vivamente se non volete buttare tutto il contenuto alimentare del vostro frigorifero).

Basta parlare ed andiamo a colorare; se stiamo realizzando un diorama, quindi avremo almeno tre piani prospettici con montagne e colline, si consiglia di iniziare la colorazione dalle montagne più lontane, quelle del terzo piano, per poi passare a quelle collocate nel secondo piano ed avvicinarsi sino ad arrivare a colorare le strutture del primo piano.

La primo fase è quella nella quale tutti la prima volta si ritrovano a dire: “ma cosa ho combinato, ho rovinato tutto !!!”

Niente paura tutto nella norma; prendiamo un recipiente e versiamo la colla di coniglio quanto basta per colorare le montagne del terzo piano.

Uniamo alla colla le terre di colore blu cobalto o oltremare, rosso e marrone terra bruciata, con una maggiore quantità di blu (ad esempio un cucchiaino) un po’ meno di rosso (mezzo cucchiaino) e di marrone (la punta di un cucchiaino), mescoliamo bene il tutto e stendiamolo con un pennello abbastanza grande, assicurandoci di arrivare a coprire tutto, anche i più piccoli interstizi; in questa fase il colore deve essere molto liquido e coprente di conseguenza potrete aggiungere acqua per renderlo più fluido e più terre, sempre in percentuale, se poco coprente.

Colorate le montagne del terzo piano passiamo a quelle del secondo mescolando sempre nello stesso contenitore colla di coniglio quanto basta, e terre naturali ma questa, anche se i colori utilizzati saranno sempre i tre precedentemente visti, avremo una predominante di rosso e marrone rispetto al blu; come prima stendiamo il colore su tutta la superficie.

Siamo arrivati a dare il colore di fondo al primo piano, cioè alle strutture; in questa fase utilizzeremo la stessa metodologia e colori, ma con una predominante di marrone, andando, anche con l’utilizzo di pennelli più piccoli, a colorare ogni interstizio, tutte le fughe create tra i mattoni o le pietre, con il risultato che il nostro presepe deve essere completamente colorato si scuro.

foto 29foto 28Terminata questa prima fase di stesura del colore di base, attendiamo che asciughi bene, andando a ritoccare all’occorrenza quei punti in cui il colore ha avuto poca presa oppure è stato assorbito dal gesso sottostante

Ora, con l’ausilio di pennelli di varie dimensioni, andiamo a schiarire il colore di base sino ad ottenere quello desiderato, effettuando più passate sempre più chiare di colore sulla superficie (ad esempio se stiamo colorando la facciata di una casa con pietre, andremo dapprima a stendere varie tonalità di marrone a strati, lasciando trascorrere del tempo che permetta al colore di asciugare tra uno strato e l’altro, dal più scuro al più chiaro, sino ad arrivare, magari con l’aggiunta di alti colori come il rosso o il giallo al colore desiderato).

Questa volta il colore non verrà preparato in un contenitore, come abbiamo visto prima, ed i colori non saranno miscelati insieme, bensì andremo a bagnare la punta del pennello nella colla di coniglio e con questa preleveremo il pigmento desiderato direttamente dal barattolo, miscelando i due materiali in una tavolozza ricavata da una lastra di poliuretano, piuttosto che di polistirolo o semplicemente in una piatto di plastica.

Importante è sapere che, le mani di colore che andremo ad apportare, non devono coprire gli interstizi, le fughe dei mattoni, andando a creare miscele colorate con sempre meno colla di coniglio, ritrovandoci ad avere il pennello sempre più asciutto e passando quest’ultimo in maniera sempre più leggera ed orizzontale.

Così facendo otterremo una colorazione a strati che si fondono tra loro, con una base scura sino ad arrivare al colore desiderato, e questo grazie al fatto che le terre naturali legate dalla colla di coniglio, a differenza ad esempio degli acrilici, sono reversibili; inoltre, grazie al fatto che per l’appunto sono naturali, i colori ottenuti sono molto realistici, e grazie alla colla di coniglio resteranno fissi alla struttura, senza cambiare il proprio colore con il trascorrere del tempo.

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foto 31Alcuni accorgimenti e curiosità: teoricamente potremmo colorare il nostro presepe con i tre colori fondamentali e cioè giallo, blu e rosso dai quali, sapientemente uniti e miscelati tra loro in proporzione, possiamo ottenere tutti i colori che desideriamo.

Altro suggerimento è nel creare le scale di grigio; non realizzatelo con il bianco ed il nero, risulterebbe finto, andate a sostituire il nero sporcando leggermente il bianco con una punta di blu e di giallo, otterrete un punto di grigio molto realistico, ricordatevi bisogna sperimentare, provando, provando, provando.